La Spezia

La Spezia

Capoluogo di provincia sulla Riviera di Levante

LA SPEZIA, la città
Il primo nucleo di casupole, privo di strutture difensive, abitato da pescatori e raccoglitori di sale, sorgeva su un poggio lambito dal mare. La prima notizia scritta circa l’esistenza di questo “Territorio di Spezia” risale al 1224. Nel 1262, Niccolò Fieschi, guelfo genovese, termina a Spezia la sua fuga, e vi inizia la costruzione del Castello di San Giorgio, che sarà presto distrutto dai ghibellini avversari. E’ il momento dell’espansione della Repubblica di Genova su tutta la Liguria. Fino alla metà del secolo XIV, il Territorio di Spezia dipende dalla Podesteria di Carpena, antico borgo posto sulle prime alture alle spalle del Golfo. Eletta poi a Podesteria dal Doge di Genova, Simon Boccanegra, Spezia costruisce, alla fine del secolo XIV, la prima cinta di mura, e ricostruisce il Castello di San Giorgio sui vecchi resti. Alla fine del secolo XV la nuova Podesteria si ingrandisce sulla Lunigiana marittima, e sulla Valle del Vara a seguito della distruzione del Castello e del borgo di Carpena, operata dagli abitanti di Spezia aiutati dai Genovesi. Da questo momento, la città attraversa un lungo periodo segnato da alterne vicende politiche e militari, legate anche alla presenza in Italia degli eserciti spagnolo e francese e alle frequenti scorribande dei corsari barbareschi nei centri costieri. A questa situazione consegue una crisi economica e demografica che frena, per molto tempo, lo sviluppo della zona. Solo alla fine dell’epoca napoleonica (1814) La Spezia, passata con tutta la Repubblica Ligure al Regno di Sardegna, inizia il suo sviluppo, con i primi collegamenti viari importanti e la successiva costruzione, voluta da Cavour e realizzata fra il 1862 e il 1869 su progetto di Domenico Chiodo, dell’Arsenale Militare, già pensato da Napoleone per la particolare conformazione del Golfo e la posizione strategica. Ecco così segnato il destino della città, che conosce un rapido incremento demografico dovuto all’immigrazione di lavoratori e militari da molte regioni d’Italia: in meno di vent’anni, gli abitanti passano da 11.500 a 31.000. Fra la fine del secolo XIX e la 1 Guerra Mondiale, si insediano a La Spezia grosse fabbriche, che accompagneranno, come l’Arsenale, la storia recente della città. In essa si sviluppa, da quegli anni, una vivace vita economica, politica e sociale. A causa della collocazione geografica e degli insediamento bellici ed industriali, La Spezia subisce pesantemente il disastro della 2 Guerra Mondiale *** ( segni di bombardamenti sono ancora visibili nel centro storico), e vede, in tutta la sua provincia, il dispiegarsi della Resistenza: testimonianze di eccidi ed atti eroici sono presenti in tutto il territorio.
Da vedere
Il Castello di San Giorgio (tra Via XXVII Marzo e Via dei Colli): sorto su una primitiva torre isolata, fu distrutto, e poi ricostruito alla fine del ‘300 insieme alla cinta muraria del borgo di Spedia. Nel 1605 fu fortificato, per far fronte alle armi da fuoco. Consta di una parte inferiore, più antica, a pianta quadrata, e di una parte superiore, rettangolare, con quattro bastioni angolari; è, da alcuni anni, in fase di restauro. Il Castello di Coderone, sorge su una collina nei pressi di Biassa. Fu costruito nel 1273 da Abedonio Federico e Canuto de Saluto in onore dei Genovesi, e trasformato in palazzo signorile da Baldassare Biassa nel XVI secolo; divenuto successivamente area cimiteriale, oggi è un rudere. Il “MAL“, museo Amedeo Lia, il Museo Civico, il Museo Navale. Sono inoltre degni di nota: il lungomare e i giardini pubblici, disegnati dal pittore F. Del Santo (secolo XIX), con le bellissime aiuole esotiche e il monumento a G. Garibaldi opera del Garella; la parte più antica della città, intorno a Via del Prione e Piazza San Agostino; la Chiesa di Santa Maria Assunta ( Piazza Beverini), con la terracotta policroma attribuita ad Andrea Della Robbia, il quadro “La moltiplicazione dei pani” di G.B. Casoni, il crocifisso ligneo del ‘300, le statue del Maragliano (secolo XVIII) e opere di Fiasella, Lomi e Del Santo; la Chiesa di N.S. della Neve (V.le Garibaldi), con la statua di S. Giovanni Bosco di Angiolo Del Santo e l’antico quadro della Madonna proveniente da un vecchio oratorio distrutto durante la costruzione dell’Arsenale; la Chiesa N.S. della Salute (Piazza Brin) con tele di Giovanni A. De Ferrari e del Coreggio, progettata dall’architetto Dufour nel 1887; la Pieve di Marinasco, costruita nel secolo X e modificata nel XIII, poi ristrutturata nel 1780; la Pieve di San Venerio (in Via della Pieve a Migliarina), ricostruita nel 1085 in un’area cimiteriale paleocristiana e successivamente trasformata; splendidi panorami si possono ammirare dai Colli, dalla strada litoranea e da Isola; interessanti i borghi antichi di Biassa e Campiglia.


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