Sburrita riese

Sburrita riese

tipica zuppa elbana

Un tuffo nella storia, un sapore antico e familiare. Quando un elbano sente il profumo della sburrita, ricorda gli uomini che, fino a metà del secolo scorso, hanno lavorato e si sono consumati nelle miniere e sui pescherecci.
Per preparare questa zuppa, le donne di Rio nell'Elba e di Rio Marina usavano grandi pentole pienandole d'acqua fino all'orlo e vi immergevano l'aglio (una decina di spicchi schiacciati) con la nepitella e il timo che coglievano nei campi vicini. Un pizzico di zenzero, poi, conferiva un tocco di grande esoticità ed era particolarmente gradito al palato degli uomini riesi.
Quando l'acqua giungeva all'ebollizione venivano aggiunti due o tre cucchiai d'olio extra vergine (quello dagli oliveti di Rio è particolarmente gustoso) e il baccalà tagliato in pezzi grossi.
Il tutto cuoceva a fuoco lento per circa 30 minuti, anche se spesso la cottura si poteva prolungare per dare più corpo alla zuppa e con il risultato di sprigionare nell'aria, una fragranza inconfondibile.
La sburrita si serve ora come allora in piatti profondi e foderati con fette di pane ben abbrustolito.
Si accompagna con un buon vino Procanico elbano freddo.

Ingredienti:
un baccalà di circa 1 kg morbido, 1 testa d'aglio, del timo, nepitella, peperoncino, olio extravergine d'oliva riese e molte fette di pane abbrusolito alla fiamma.

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